La tendenza internazionale che sta portando a modificare l'uso dello spazio urbano, come sta accadendo a Barcellona con le "superilles", a Parigi con "la ville du quart d'heure" e a Londra con le "Healthy streets", punta sulle "Zone 30" e ribadisce l'importanza di ridurre la velocità media per migliorare la qualità della vita e la sicurezza dei cittadini. Nei casi in cui si è deciso di applicare il limite di velocità dei 30 Km/h si è dimezzato il numero di frenate brusche, ridotto di un terzo le accelerazioni anomale e del 17 % le emissioni atmosferiche mantenendo i tempi di percorrenza praticamente invariati, meno di 30 secondi in più ogni 10 minuti di viaggio. Nella sola città di Bologna l'insieme dei benefici portati da questa decisione , in uno spazio temporale di sei mesi, si sono tradotti in oltre 150 milioni di euro di costi sociali che la collettività non ha dovuto affrontare per gestire le conseguenze di collisioni, feriti, decessi e situazioni di rischio e stress.
Il modello "Safe System" e le Zone 30 favoriscono la rivalutazione del patrimonio immobiliare e la sicurezza dei residenti.
La tendenza internazionale che sta portando a modificare l'uso dello spazio urbano, come sta accadendo a Barcellona con le "superilles", a Parigi con "la ville du quart d'heure" e a Londra con le "Healthy streets", punta sulle "Zone 30" e ribadisce l'importanza di ridurre la velocità media per migliorare la qualità della vita e la sicurezza dei cittadini. Nei casi in cui si è deciso di applicare il limite di velocità dei 30 Km/h si è dimezzato il numero di frenate brusche, ridotto di un terzo le accelerazioni anomale e del 17 % le emissioni atmosferiche mantenendo i tempi di percorrenza praticamente invariati, meno di 30 secondi in più ogni 10 minuti di viaggio. Nella sola città di Bologna l'insieme dei benefici portati da questa decisione , in uno spazio temporale di sei mesi, si sono tradotti in oltre 150 milioni di euro di costi sociali che la collettività non ha dovuto affrontare per gestire le conseguenze di collisioni, feriti, decessi e situazioni di rischio e stress.
L'impianto europeo "Vision Zero" che è stato recepito dal Piano nazionale della sicurezza stradale 2030 punta a dimezzare i morti ed i feriti entro cinque anni e ad azzerare le vittime entro il 2050 e si basa sulla riduzione della velocità nei centri urbani e su una serie di interventi che comprendono i sensi di marcia che dovranno in molti casi essere ripensati, le corsie ciclabili, i parcheggi che dovranno essere riorganizzati e un arredo urbano che possa garantire maggiore sicurezza e comfort. Il modello "safe system" deve essere rapidamente adottato superando le resistenze di alcune forze politiche che non possono più essere accettate. Il valore di ogni vita umana è sempre superiore a qualsiasi interesse di parte e non è più tollerabile accettare di vedere persone morire in strada, anche sugli attraversamenti pedonali, o restare gravemente ferite e menomate solo per la mancanza di volontà di adottare misure di prevenzione.
In molte strade dei centri urbani come ad esempio a Genova in Via Assarotti che collega Piazza Manin a Piazza Corvetto, dove nonostante i tanti impegni presi negli anni e culminati con gli accordi intercorsi con il Municipio Centro Est che prevedevano controlli sulla velocità che non sono mai stati applicati, la situazione è ormai fuori controllo a causa della velocità elevata e la paura dei residenti che si fanno "scortare" per attraversare la strada. Questo stato di cose ha portato un depauperamento del valore degli immobili ed una graduale desertificazione del quartiere con continue chiusure di attività commerciali e la tendenza a trasferirsi in zone più "vivibili".
Il limite di velocità a 30 Km/h tende a portare una valorizzazione degli immobili nelle zone interessate grazie al miglioramento della qualità della vita urbana, della sicurezza e della riduzione dell'inquinamento acustico e ambientale. Molti studi confermano che oltre alla maggiore vivibilità e quiete il limite dei 30 Km/h riduce significativamente la gravità degli incidenti, in particolare per i pedoni e i ciclisti, ed un quartiere viene immediatamente percepito come sicuro e desiderabile dalle famiglie.
Le "Zone 30" devono essere accompagnate da una forte riqualificazione dello spazio pubblico con più verde e spazi per la mobilità dolce che possano rendere il contesto più piacevole e da sistemi di controllo fissi che garantiscono il rispetto del limite riducendo il numero delle accelerazioni, delle frenate brusche, le emissioni di particolato ed il rumore.
La disattenzione nei confronti di questo problema da parte di tante autorità locali che si sempre nascoste dietro generiche affermazioni per cui "non si può intervenire" ha causato un danno enorme ai proprietari di immobili residenziali e commerciali nei centri urbani, che stanno continuando a spopolarsi perché percepiti con una viabilità molto pericolosa sia per i bambini che per gli anziani, mentre le imposte nazionali e locali, incluse l'IMU e la TARI, sono continuate ad aumentare colpendo il patrimonio immobiliare delle famiglie accumulato negli anni con enormi sacrifici.
Dott. Virgilio Cimaschi
presidente
Pagina aggiornata il 19 febbraio 2026